VOTARE PER LA RSU PER COMPENSARE I MAGRI STIPENDI NAZIONALI ED ESSERE PIU’ FORTI

I sindacati a livello nazionale stanno contrattando il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2022/2024 del comparto “Istruzione e Ricerca”. La prassi consolidata dei governi degli ultimi 30 anni di contrattare i CCNL quando sono già scaduti, è uno dei principali motivi per cui il potere d’acquisto dei lavoratori italiani sia quello cresciuto meno in Europa. Già i contratti vengono rinnovati in ritardo: quando poi vengono rinnovati, è fondamentale recuperare almeno l’inflazione per non produrre un arretramento reale degli stipendi.

PIANO DI RIARMO EUROPEO: TASSE E BOLLETTE, BURRO O CANNONI

L’attuale governo aveva promesso di ridurre la pressione fiscale, risultato: quasi tutti noi pagheranno tra gli € 80 e gli € 120 in più al mese a causa della rimodulazione delle detrazioni.

Avevano promesso di tutelare le bollette, ma invece gli aumenti sono continui, in particolare dopo il passaggio dell’IVA al 10% e, sopra una certa quantità al 22%, sulle forniture di gas.

Ora, dopo averci detto per anni che non si potevano aumentare le pensioni, che bisognava aumentare l’età pensionabile, tagliare sanità e istruzione, perché bisognava ridurre il debito, ecco che improvvisamente spendere per le armi non è più un problema.

PERCHÉ È IMPORTANTE VOTARE PER LA RSU. COME E QUANDO VOTARE: 14, 15 E 16 APRILE

Cos’è la RSU?

La RSU è la Rappresentanza Sindacale Unitaria e rappresenta i circa 2.100 lavoratori tecnici, amministrativi, bibliotecari, ausiliari, ospedalieri, CEL, che operano in Ateneo. L’attuale RSU è composta per metà (12 su 24) dai rappresentanti eletti nella lista CGIL.

Quando e come si vota per la RSU?

Si vota esclusivamente in presenza il 14, 15 e 16 aprile nei seggi dislocati presso la maggior parte delle sedi dell’ateneo. Non è previsto il voto telematico. Vota tutto il personale tecnico, amministrativo e bibliotecario a tempo indeterminato e determinato. Si esprimono al massimo due preferenze nella lista sindacale prescelta. Non è previsto il voto disgiunto. Non è prevista alternanza di genere. C’è un quorum: il voto sarà valido solo se parteciperà il 50%+1 dei votanti.

PROPOSTA CGIL PER IL FONDO COMUNE D’ATENEO

Care colleghe e cari colleghi,
di seguito trovate la proposta tecnica della FLC CGIL d’Ateneo, che abbiamo inviato all’amministrazione, per incrementare il Fondo Comune d’Ateneo e far fronte all’emergenza salariale del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario.

Gentili tutte e tutti, al fine di fare fronte all’emergenza salariale del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, riportiamo di seguito la proposta tecnica della FLC CGIL d’ateneo per mantenere adeguati livelli retributivi del Fondo Comune d’Ateneo.

  • Stabilizzare e incrementare le percentuali e le risorse che alimentano FCA oltre il 2026 (ricerca, conto terzi, affitto degli spazi, master e corsi di perfezionamento, ecc).
  • Aumentare le diverse aliquote della ritenuta sui finanziamenti derivanti dai bandi competitivi finanziati dall’Unione Europea al 10% sul contributo concesso all’Ateneo, con la sola eccezione dei finanziamenti derivanti dai bandi Marie Curie, in cui la ritenuta a favore del bilancio è ridotta al 4% del contributo concesso.
  • Rivedere regolamento spazi: evitare che eventi prettamente “esterni” possano essere realizzati con tariffe previste per gli “interni” e alzare le tariffe.
  • Alzare la percentuale che alimenta il FCA dai fitti attivi. Altre università destinano fino al 90% le risorse da fitti attivi (UniMi il 60%).
  • Eliminare la trattenuta di almeno 200.000 € l’anno che grava sul FCA per INGM e IFOM.
  • Alimentare il FCA con gli introiti dal Centro Formazione Insegnanti (introito stimato tra 1,4 e 2,2 mln per il 2025).
  • Alimentare il FCA con la formazione executive (1,2 mln nel 2024) come proposto dall’Amm.ne.
  • Alimentare il FCA con i TOLC, al netto di quanto viene già distribuito ai lavoratori che li svolgono e delle spese.
  • Alimentare il FCA con il PNRR (4 mln nel 2024), risorse al momento congelate.
  • Certificare per il 2024 il risparmio derivante dall’internalizzazione del call center (stimabile minimo 100.000 € a favore del conguaglio FCA 2024).

MA QUALE SICUREZZA? IL GOVERNO MELONI CONTRO CHI DISSENTE E SI MOBILITA

SABATO 22, ORE 15.00, PIAZZA XXIV MAGGIO (PORTA TICINESE) – CORTEO “NO DDL SICUREZZA”

Il disegno di legge 1660, detto “sicurezza”, in corso di esame in commissione in Senato (atto 1236), se verrà approvato dal Parlamento, di fatto impedirà la possibilità per i cittadini di protestare come fatto fino a oggi. Le proteste sindacali rischiano di essere criminalizzate come “interruzione di pubblico servizio” o “blocco stradale”, limitando drasticamente la libertà di riunione e di espressione dei lavoratori, con gravi ricadute sulla possibilità di organizzare mobilitazioni a difesa di interessi generali e collettivi. La discrezionalità lasciata alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria per applicare tale norma rende difficile delineare un confine netto tra una manifestazione pacifica e un blocco stradale, con il rischio di abusare di queste misure in modo arbitrario.

NON CI VOGLIONO BENE: IL GOVERNO MELONI CONTRO L’UNIVERSITÀ PUBBLICA

Il governo Meloni l’anno scorso ha inaugurato una nuova stagione di tagli al finanziamento pubblico delle università. Nel luglio 2024, il decreto con cui viene erogato il FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) ha decurtato di oltre 500 milioni il finanziamento originariamente previsto per lo stesso anno: quasi 200 milioni in meno di FFO a cui aggiungere oltre 300 milioni di finanziamento straordinario che sostanzialmente verranno persi, tramite un sistema di “inglobamenti” di finanziamenti che prima erano aggiuntivi. Al contrario, vengono favoriti gli atenei telematici privati tramite una riforma che ha innalzato il numero di studenti assegnabile per ogni docente. Ulteriori tagli sono in previsione per gli anni 2025/2026/2027: la legge di bilancio 2025 prevede oltre 200 milioni l’anno di tagli al finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca, oltre ad aver bloccato per il 2025 il turn over al 75% di docenti e personale amministrativo, cioè per ogni 4 pensionamenti si potranno assumere 3 lavoratori (il blocco per i soli ricercatori sarà nel 2026). La stessa legge destina 35 miliardi tra il 2025 e il 2039 alle spese militari: nel 2025 solo i pagamenti del Ministero della Difesa incrementano di 3,349 miliardi rispetto al 2024 (+180%). Solo questo dato è sufficiente a dimostrare come si sia entrati in un’economia di guerra: tagli a sanità e istruzione pubbliche per finanziare armamenti.

DIFESA DEL SALARIO

Come avevamo già anticipato, (https://cgil.unimi.it/2025/01/14/fisco-il-gioco-delle-tre-aliquote/) il gioco delle tre carte del governo in materia fiscale, che tra l’altro ha cancellato la voce “esonero tesoro L197/22” sostituendola con altre e inferiori detrazioni, contribuirà ad abbassarci non poco lo stipendio: indicativamente un centinaio di euro al mese, colpendo in particolare lavoratrice e lavoratori con un reddito lordo annuale attorno a € 30.000.

Proprio perché non possiamo agire direttamente a livello nazionale, è importante difendere il fondo comune di ateneo. Al tavolo sindacale del 23/1/2025 abbiamo avanzato la richiesta di avere anzitutto dei dati certi e delle proiezioni su alcune contromisure possibili per contrastare la riduzione delle entrate. Vi terremo aggiornati.

A dicembre abbiamo ottenuto che gli avanzi del welfare siano redistribuiti al personale TAB.

La difesa del potere di acquisto di tutte le lavoratrici e i lavoratori è sempre stata una delle nostre priorità nell’attività sindacale in ateneo.

In allegato la locandina in formato PDF

FISCO: IL GIOCO DELLE  TRE ALIQUOTE

Come avevamo anticipato nel comunicato del 26/11/2024, le novità fiscali magnificate dal governo sono ben poco favorevoli ai lavoratori dipendenti, soprattutto a quelli con stipendi medio bassi come i nostri.

Qui chi è interessato può trovare un articolo della rivista “Altroconsumo” che cerca di districarsi in questa complicata materia. Il risultato, in sintesi, è il seguente: guadagna qualcosa chi ha uno stipendio di poco superiore a € 2.000 al mese:

https://www.altroconsumo.it/soldi/lavoro-pensione/news/stipendi-2025#email-modal