MANI IN ALTO! QUESTA È UNA RAPINA

UN PO’ DI CHIAREZZA SULL’IPOTESI DI CCNL E LA PERDITA DI POTERE D’ACQUISTO

Se rapinare in un colpo solo l’11% del potere d’acquisto al pubblico impiego non è il colpo del secolo, è solo perché ci troviamo di fronte a rapinatori incalliti e recidivi.

Con la firma dell’ipotesi di CCNL 2022-2024, che avrebbe dovuto recuperare una perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione post-Covid di circa il 17%, si è sancito invece che il recupero sarà solo del 6%, e quindi i conti sono presto fatti. Motivo per cui la FLC CGIL non ha firmato.

I rapinatori vanno in giro a raccontare che ci arriveranno subito un sacco di soldi. Certo: si chiamano arretrati, ma arrivano una volta sola e sono calcolati solo dall’1 gennaio 2024: per gli anni 2022 e 2023 nulla è dovuto. Dopo di che nulla più avremo da rivendicare. Tacciono, infine, sul mancato inserimento dei buoni in lavoro agile, che resta demandata alla contrattazione decentrata, mantenendo lo status quo di figli e figliastri.

La rapina sul CCNL si aggiunge alle precedenti rapine fiscali, che si chiamano fiscal drag e “riforma fiscale”: come avevamo segnalato, negli ultimi due anni ci hanno fatto perdere diverse centinaia di euro. Il fiscal drag (dovuto al fatto che i nostri aumenti ricadranno in un’aliquota IRPEF più alta) falcidierà anche il misero aumento del 6%.

La riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% beneficerà fondamentalmente i redditi medio-alti: da noi dirigenti e professori.

Negli ultimi anni la ricchezza prodotta dal paese si è sempre più concentrata in pochissime mani. I loro possessori strillano appena sentono parlare di imposta patrimoniale. Ma chi di noi potrebbe essere sinceramente contrario da un’imposta patrimoniale per patrimoni superiori a 2 milioni di euro? Un’imposta che dovrebbe servire a finanziare sanità, istruzione, contratti pubblici, e non certo la nuova corsa agli armamenti.

Di seguito la tabella con gli arretrati lordi.

In allegato la locandina in formato PDF