SIAMO ANCORA UMANI

Il velo è caduto, le illusioni con cui si volevano assopire le coscienze si sono infrante definitivamente nelle grandi mobilitazioni del 22 settembre e del 3 ottobre mostrandoci tutta la forza della lotta, in cui abbiamo urlato il nostro sdegno per gli orrori di Gaza.

La tragedia che si sta consumando, non troppo lontano dalle nostre coste, ha riacceso nella maggior parte di noi il senso di giustizia, la voglia di far sentire la nostra voce, la necessità di scendere in piazza e scioperare.

Perché la lotta per Gaza in realtà è una lotta universale per il diritto all’esistenza e, negli occhi delle migliaia di vittime civili, abbiamo rivisto l’orrore del genocidio, un orrore che potrebbe investire anche noi presto o tardi se non fermiamo in tempo i venti di guerra che agitano il nostro vecchio e stantio continente. L’Europa che ci piace è quella che ha riempito tutte le sue piazze, in risposta all’indifferenza e complicità dei governi verso il genocidio.

Siamo fieri della risposta che i lavoratori della Statale hanno saputo dare in queste giornate di mobilitazione: eravamo in piazza, eravamo tanti, e uniti insieme al fiume umano di manifestanti abbiamo tracciato un solco che non può più essere ignorato.

Al fianco del popolo palestinese ci siamo riscoperti ancora umani.