LA FINESTRA SUL SENATO. Resoconto del senato straordinario e ordinario del 10 febbraio 2026

A cura di Sara Carrapa e Giovanni Bianco

In ricordo di Davide

Come purtroppo sapete, alcuni giorni fa ci ha lasciato prematuramente il nostro compagno, collega e amico Davide Lo Prinzi che ha ricoperto per sei anni la carica di senatore in Ateneo.
Su invito della Rettrice l’aula si è raccolta in un intimo minuto di silenzio per poi lasciare a Sara l’arduo compito di ricordarlo con un toccante intervento. 
Vi condividiamo, più sotto, i nostri personali ricordi di Davide che tanto si è speso negli ultimi vent’anni per rendere questa università un luogo di lavoro più equo e democratico per tutte e tutti.
Vi rimandiamo all’allegato per l’analisi di tutte le tematiche affrontate durante le  sedute.
Vi ricordiamo, inoltre, che abbiamo dato seguito alle vostre numerose richieste di sostegno ai suoi due figli, colpiti troppo presto da questa grave perdita.

Pertanto, è possibile donare tramite questa raccolta fondi: https://www.paypal.com/pools/c/9mJ2f4Ybr

Davide Lo Prinzi – Senatore dal 2018, per due mandati
di Sara Carrapa


Care senatrici e cari senatori,
oggi ricordiamo un collega, un senatore e per alcuni di noi, un caro amico.
Ho conosciuto Davide quando eravamo due giovani dipendenti precari di questo Ateneo, poco più che ventenni, ma prometto che sarò breve.
È difficile esporsi per sanare le ingiustizie e lo è ancor di più farlo da precari, eppure era lì, a tenere assemblee in difesa delle persone più esposte, più ricattabili, io tra questi.
Fu così che conobbi questi due giovani colleghi che videro in me, quello che vidi in loro, la voglia e la determinazione di cambiare in meglio questo Ateneo. Quei due ragazzi erano Andrea Cerini e Davide Lo Prinzi e tramite loro fui accolta nella FLC CGIL d’Ateneo.
Non è possibile riassumere in breve vent’anni di lotte, di duro lavoro e soprattutto di amicizia sincera e profonda, ma manterrò la promessa e ricorderò solo, che l’Ateneo di oggi è molto diverso da quello di vent’anni fa, all’epoca le porte per il personale TAB erano chiuse e per i precari erano sbarrate.
Se oggi non dobbiamo più riunire centinaia di colleghi per occupare il rettorato e chiedere di essere ascoltati, come devono fare i figli di un dio minore, è soprattutto grazie a persone come Davide, con cui condividevo il grande sogno di rendere questo Ateneo un luogo più democratico e rispettoso di tutte le sue componenti.
Proprio in questa sala, dove si riunisce il Senato Accademico pronunciammo insieme la parola “genocidio” quando nessuno poteva osare farlo, ma noi lo facemmo, perché la verità va detta, anche quando è scomoda e sgradevole.
Il bello degli ideali è che sopravvivono a tutto, anche alla morte, basta solo poter passare il testimone a qualcuno che li condivida e porti avanti l’impegno con passione.
Il testimone che ha passato Davide lo abbiamo raccolto in molti e sopravviverà a tutti noi.
Caro Davide,
dovunque sei,
se ci cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte ci troverai.
[…]

Davide
di Giovanni Bianco

Il collega e compagno Davide Lo Prinzi ci ha lasciato pochi giorni fa: una perdita dolorosa, che ha colpito profondamente tutta la nostra comunità universitaria.
Nei suoi sei anni in Senato Accademico, Davide ha rappresentato, con estrema lucidità e dedizione, ciò che un senatore in università dovrebbe essere: una figura capace di svolgere il proprio mandato come servizio pubblico, con rigore, competenza e visione.
Per lui la rappresentanza non era un ruolo formale, ma un impegno quotidiano verso la comunità dei lavoratori. Ogni richiesta dei colleghi, incontrati anche di sfuggita nel cortile, era degna di attenzione e un’occasione per confrontarsi e inquadrare il problema in un orizzonte più ampio, senza ricorrere a facili slogan per guadagnare consenso.
La sua attenzione era sempre rivolta alle tematiche principali dell’Ateneo e alle loro ricadute concrete sul personale T.A.B.: la dignità professionale, la distribuzione delle risorse, le politiche sugli organici, le scelte edilizie, il funzionamento degli organi, la qualità dei servizi, la trasparenza delle decisioni, solo per citarne alcune.
Davide non si limitava a riportare problemi: li studiava, li analizzava, li metteva in relazione con il quadro complessivo dell’università.
Aveva una straordinaria capacità di leggere la complessità, di entrare nei dati e di costruire argomentazioni solide. E quando smontava narrazioni opache o ragionamenti privi di fondamento (che nascondevano spessi interessi di parte…), lo faceva con lucidità e con quella sua ironia acuta che aiutava a mettere a fuoco i nodi critici senza mai scivolare nella superficialità.
E queste capacità gli erano riconosciute da tutte le componenti dell’università: docenti, ptab e studenti.
La sua visione era sempre ampia: ogni questione locale veniva collocata dentro un orizzonte più grande, fatto di democrazia, diritti, uguaglianza.
Ed è dentro questo orizzonte che va letto anche il suo legame profondo con la Palestina: non un tema accessorio, ma espressione dello stesso principio etico che guidava il suo lavoro qui. Per Davide, le lotte dei lavoratori dell’Ateneo e le lotte dei popoli privati dei loro diritti erano parte della stessa ricerca di giustizia.
Ha saputo interpretare pienamente i valori della FLC CGIL, con passione e autonomia critica, contribuendo sempre a migliorarne le posizioni e le pratiche.
Nel comitato degli iscritti è stato un punto di riferimento: un compagno capace di orientare, di aggregare, di dare continuità e profondità alle battaglie collettive.
Le questioni che ha portato avanti in Senato — dal peso del personale T.A.B. nelle elezioni, alla democratizzazione degli organi, alla trasparenza su bilanci, assunzioni e scelte strategiche — non erano solo temi amministrativi: erano la traduzione concreta della sua idea di università giusta, aperta, democratica che sapesse garantire retribuzioni eque a tutti i lavoratori.
Lotta per i diritti economici e sociali, quindi, perchè sono le condizioni materiali che strutturano il pensiero e l’ideologia, come ci ricorda Marx e come Davide aveva ben presente. 
Oggi ricordiamo un collega che ha incarnato con coerenza e intelligenza il modello di rappresentanza che dovremmo difendere e tramandare, contro visioni reazionarie che si affacciano all’orizzonte.



Votazione di tre componenti del CDA di Ateneo

Nella seduta straordinaria del Senato, svoltasi in mattinata, hanno avuto luogo le audizioni e votazioni dei tre componenti del CDA (due interni ed uno esterno) in scadenza il 30 settembre 2026 che hanno presentato la ricandidatura per un secondo mandato fino al 2030: prof. Marco Giuliani, prof. Stefano Poli e dott. Ferruccio Capelli.
Sono risultati confermati il prof. Stefano Poli (interno) e il dott. Ferruccio Capelli (esterno).
A loro il nostro augurio per un proficuo lavoro.

La Statale a Legnano

La Rettrice ha presentato l’opportunità di un nuovo spazio a Legnano destinato ad attività didattiche dell’Ateneo, in particolare relative alla facoltà di Medicina e Chirurgia.
L’iniziativa non comporta alcun costo per l’Università: è infatti la Città Metropolitana di Milano, insieme al Comune di Legnano, ad aver proposto l’utilizzo di un edificio che intendono riqualificare con fondi propri. La sede individuata è l’ex Manifattura Filati, una struttura centrale, ben collegata, con un piano di circa 4.000 mq destinabile all’Ateneo.
L’area risulta particolarmente interessante dal punto di vista didattico; i tempi previsti per la realizzazione sono di almeno due anni.
Riteniamo questa iniziativa una buona opportunità poiché è stata posta grande attenzione agli aspetti economici e alla sostenibilità finanziaria nel tempo; purtroppo, in passato, non sempre questi elementi sono stati valutati con la necessaria cura, esponendo l’Ateneo al rischio di forti perdite.

Revisione dello Statuto di Ateneo

Lo Statuto d’Ateneo è l’atto normativo fondamentale dell’Università: definisce missione, principi, organi e regole generali di funzionamento, costituendo la cornice entro cui si collocano tutti gli altri regolamenti.
Dopo molti anni, una revisione è necessaria per adeguarlo all’evoluzione dell’Ateneo e ai cambiamenti normativi.
Le linee di intervento illustrate dalla Rettrice puntano a semplificare e razionalizzare il quadro generale: rimozione delle ridondanze tra Statuto e Regolamento generale, aggiornamento della terminologia, distinzione chiara tra principi, procedure e organizzazione.
Sono stati presentati anche i due organi che seguiranno il processo:

  • un gruppo tecnico-amministrativo (Direzione Affari Istituzionali), incaricato dell’analisi comparata, della redazione dei testi e del coordinamento operativo;
  • una Commissione Statuto, composta da docenti esperti giuridici e presieduta dalla Rettrice, con funzione consultiva e di valutazione delle proposte prima del passaggio agli Organi di governo.

Nel dibattito, molti interventi hanno ribadito che gli indirizzi politici e le scelte di fondo della revisione spettano al Senato accademico, che rappresenta l’intera comunità universitaria. Il processo tecnico non può sostituire e dovrà invece sempre accompagnare il confronto democratico nelle sedi collegiali.
Pertanto, porteremo in questo percorso le nostre istanze per una maggiore democratizzazione ed equità nelle rappresentanze. Ricordiamo che, grazie alle battaglie sindacali degli ultimi anni, siamo già riusciti ad aumentare il peso ponderato del personale TAB nell’elezione del Rettore, pur restando questo ancora molto inferiore a quello dei docenti. Continuiamo a considerare questo squilibrio una ingiustizia evidente che la nuova revisione statutaria deve contribuire a superare.
Inoltre, seguiranno aggiornamenti anche alla luce della proposta di modifica della legge Gelmini, che prevede interventi pesanti sugli organi di governo universitari, con il rischio di limitare ulteriormente autonomia degli Atenei e rappresentanza del personale TAB (proposta “Galli della Loggia”).
Una revisione dello Statuto non potrà ignorare queste evoluzioni normative.
Come sempre, vi terremo aggiornati man mano che i lavori della Commissione e del Senato procederanno.

Numero chiuso locale e nazionale Anno Accademico 2026/27

Sono stati presentati i contingenti di posti disponibili per l’iscrizione al primo anno dei corsi di studio (lauree triennali, magistrali e magistrali a ciclo unico) per l’A.A. 2026/27, sia per i corsi a programmazione locale sia per quelli a programmazione nazionale.
La Rettrice ha evidenziato che l’Ateneo non sta sostanzialmente crescendo: in vari corsi a numero chiuso locale i posti non vengono addirittura saturati; in queste condizioni, mantenere limiti non appare giustificato.
A fronte di alcune novità e di casi in cui l’incremento non era praticabile, in altri corsi si è scelto di non aumentare i posti: un esito giudicato insoddisfacente rispetto agli obiettivi di maggiore inclusione e di equilibrio economico-organizzativo dell’Ateneo.

Come senatori eletti con il supporto della FLC CGIL ci siamo astenuti: il numero chiuso è una limitazione del diritto allo studio e, a maggior ragione, lo riteniamo assurdo laddove non sia neppure motivato da effettiva saturazione dei posti negli anni passati.
In questi casi si traduce in aggravio inutile di lavoro amministrativo e in stress aggiuntivo per le future studentesse e i futuri studenti (test d’accesso, procedure selettive e ricorsi) senza un reale beneficio per l’organizzazione didattica. Continueremo a chiedere motivazioni trasparenti: se i problemi sono spazi o docenza, lo si dica chiaramente e si pianifichino soluzioni, evitando chiusure non suffragate da dati.

Nota del Senato su DDL 1004 e 1627 – definizione di antisemitismo (IHRA)

Su mozione presentata da alcuni senatori, il Senato ha approvato all’unanimità una Nota che invita alla massima attenzione sull’iter dei DDL 1004 (“Romeo”) e 1627 (“Gasparri”), in discussione a Roma presso la 1ª Commissione Affari Costituzionali. La nota è stata resa pubblica sul sito di Ateneo e richiama il quadro costituzionale di riferimento per la vita accademica.
Il nodo centrale è la volontà, contenuta nel percorso parlamentare in corso, di adottare per legge la definizione di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance) e di collegarvi misure applicative: il Senato segnala che, se confermate, tali scelte possono incidere su libertà di opinione ed espressione, libertà di insegnamento e autonomia didattico-scientifica, principi esplicitamente tutelati dagli artt. 9, 21 e 33 della Costituzione.
Qual è il problema, in concreto? La definizione dell’IHRA, se trasformata in parametro legale rischia di produrre una sovrapposizione tra antisemitismo e critica (anche dura) alle politiche dello Stato di Israele. In assenza di distinzioni, seminari, ricerche o lezioni che analizzino temi come BDS (boicottaggi, disinvestimenti e sanzioni), apartheid o autodeterminazione potrebbero venire letti come antisemitismo, con effetto raggelante sul dibattito universitario.
È esattamente questo rischio che la Nota invita a prevenire, chiedendo che l’esito dell’iter salvaguardi pienamente le libertà accademiche.
Sul piano procedurale, il fascicolo ufficiale del Senato documenta che il “pacchetto” antisemitismo è in avanzamento, con adozione del testo base e scadenze emendative già fissate: per questo l’Ateneo sottolinea la necessità di seguire con attenzione i prossimi passaggi.
Lo ribadiamo senza ambiguità: siamo ovviamente contro ogni forma di antisemitismo e di odio. Allo stesso tempo, siamo contrari a soluzioni legislative che, in nome del contrasto all’antisemitismo, vietino il dissenso alle politiche dello Stato di Israele o comprimano libertà di parola, di ricerca e di insegnamento nelle università. Per l’argomentazione di merito rimandiamo alla Newsletter FLC CGIL UNIMI – “Uno sguardo oltre l’Ateneo: Antisemitismo o critica allo Stato di Israele?” (Vol. 1/2026), inviatavi via mail qualche settimana fa.
Siamo soddisfatti del voto unanime del Senato: è un segnale importante. Resta però necessario tenere gli occhi aperti sull’iter romano; il testo finale deve essere pienamente compatibile con i principi costituzionali e con il pluralismo della vita universitaria.
Rimaniamo come sempre a disposizione.
Grazie per l’attenzione e buon lavoro a tutte e a tutti