OPEN DAY, OPEN TO… LAVORO GRATUITO?

Il 20 maggio 2023 avrà luogo l’Open Day della nostra università. Le colleghe e i colleghi del Servizio Bibliotecario d’Ateneo parleranno con studenti e studentesse presso uno stand dedicato e li accompagneranno nelle biblioteche.

Che cosa potranno mai raccontare le bibliotecarie e i bibliotecari ai giovani visitatori? Che se conseguiranno una laurea in beni culturali, allora sarà meglio che espatrino ovunque il loro lavoro sia non solo considerato vitale ma anche apprezzato e pagato equamente? Potranno raccontare del lavoro che aumenta esponenzialmente insieme allo stress? Di come assistano alla progressiva diminuzione del personale?

Oppure sarà meglio che tacciano su queste scoraggianti verità?

Soprattutto, le colleghe e i colleghi delle biblioteche dovrebbero dire agli studenti che durante l’Open Day lavorano gratuitamente, in un giorno per loro non lavorativo, ma con la sola possibilità di cumulare altre nuove ore di riposo compensativo? Riposo del quale magari non potranno usufruire perché l’università è cronicamente sotto organico (ogni anno vengono tagliate migliaia di ore, praticamente regalate all’Ateneo). Quest’ultima infatti è l’offerta che le bibliotecarie e i bibliotecari hanno ricevuto dal Servizio Bibliotecario di Ateneo. Avevamo chiesto spiegazioni a proposito, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Forse non consideravamo che tutto ciò fa parte di una nuova tendenza italiana: Open Day, Open to… lavoro gratuito?

In allegato la locandina in formato PDF