MA QUALE SICUREZZA? IL GOVERNO MELONI CONTRO CHI DISSENTE E SI MOBILITA

SABATO 22, ORE 15.00, PIAZZA XXIV MAGGIO (PORTA TICINESE) – CORTEO “NO DDL SICUREZZA”

Il disegno di legge 1660, detto “sicurezza”, in corso di esame in commissione in Senato (atto 1236), se verrà approvato dal Parlamento, di fatto impedirà la possibilità per i cittadini di protestare come fatto fino a oggi. Le proteste sindacali rischiano di essere criminalizzate come “interruzione di pubblico servizio” o “blocco stradale”, limitando drasticamente la libertà di riunione e di espressione dei lavoratori, con gravi ricadute sulla possibilità di organizzare mobilitazioni a difesa di interessi generali e collettivi. La discrezionalità lasciata alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria per applicare tale norma rende difficile delineare un confine netto tra una manifestazione pacifica e un blocco stradale, con il rischio di abusare di queste misure in modo arbitrario.

Il blocco stradale, ferroviario o l’ostacolo alla circolazione verrebbe trasformato da illecito amministrativo a reato con reclusione da 6 mesi a 2 anni. Potrebbe bastare un’occupazione di una carreggiata stradale che non impedisce, bensì solo ostacola, la circolazione veicolare. Riteniamo oltretutto ingiustificabile che la responsabilità penale sia aggravata in relazione al fatto che un illecito sia stato compiuto durante manifestazioni pubbliche, con reclusione da 6 mesi a 5 anni e multa fino a 15.000 euro. Infatti, le manifestazioni in luogo pubblico, o aperto al pubblico, sono specificamente protette dall’art. 17 della Costituzione come diritto. Inoltre per chi venisse anche solo denunciato nei cinque anni precedenti (quindi prima di un’eventuale condanna in un processo), la questura (saltando pertanto il parere della magistratura) potrebbe emettere un provvedimento di limitazione della libertà di circolazione (DASPO) disponendo che il cittadino non possa accedere ai luoghi dei picchetti o delle manifestazioni di protesta. Infine, si prevede la possibilità per le università di convenzionarsi e collaborare con i servizi di informazione prevedendo la comunicazione di dati sensibili di lavoratori e studenti.

Si tratta di un provvedimento di legge strategico per il governo: d’altronde è prevedibile che i tagli a sanità e istruzione pubbliche per finanziare gli armamenti possano portare a conseguenze nefaste per lavoratori e studenti con conseguenti proteste. Se non possiamo manifestare e scioperare, allora ci viene tappata la bocca e ci viene impedito di difendere i nostri diritti. L’Italia ha già conosciuto un’epoca in cui il sindacato era descritto come nemico della nazione e la libertà di espressione è stata progressivamente abolita. Si sono svolte e si svolgeranno prossimamente manifestazioni contro questo disegno di legge: invitiamo tutti a parteciparvi per impedirne l’approvazione in Parlamento.

SABATO 22, ORE 15.00, PIAZZA XXIV MAGGIO (PORTA TICINESE) – CORTEO “NO DDL SICUREZZA”