Ricatti di Natale

Che cosa pensereste se un consigliere di amministrazione, rappresentante di una banca o di un’importante azienda, di fronte all’ennesimo taglio dei fondi per l’università, dicesse: “Vi diamo noi i soldi che mancano, purché accettiate senza discutere le nuove condizioni. Se vi va bene, d’ora in poi: nessuna pausa dovuta per legge a tutela della salute, taglio della pausa mensa, pacchetto di straordinari obbligatori anche di sabato, divieto di scioperare durante questi straordinari, ecc. Altrimenti non vi do i soldi e l’università fallisce”.

Muoversi costa

L’ultima finanziaria prevede una serie di misure dirette contro la spesa sociale. Tra queste il forte taglio dei contributi agli enti locali per il trasporto pubblico.

Le tariffe dei treni per i pendolari aumenteranno in media di circa il 25%. Secondo il Comitato Pendolari si va da 90 a 400 euro a testa in più per ogni pendolare all’anno, con una riduzione dei servizi dal 3% al 7%.

Aumenteranno anche i prezzi dei biglietti e degli abbonamenti dell’ATM.

Durante l’ultimo incontro di trattativa la RSU ha chiesto di poter contrattare nuovi finanziamenti per attività a favore del personale.

La CGIL sostiene questa richiesta e, in particolare, chiederà che, per lo meno, vengano compensati gli aumenti degli abbonamenti ATM. Per quanto riguarda i pendolari chiediamo la destinazione di maggiori risorse per gli abbonamenti ferroviari e di attuare quanto rimasto in sospeso lo scorso anno, e cioè il contributo di mobilità anche in favore degli abbonamenti ai pullman extra urbani.

Diritto all’allattamento per il padre anche se la madre e’ casalinga

Segnaliamo che il diritto alle ore di allattamento per il padre in alternativa alla madre, viene riconosciuto anche nel caso in cui la madre sia disoccupata. Infatti la circolare Inps n.118 del 25.11.2009 chiarisce definitivamente la legge riconoscendo al padre il diritto a fruire dei detti permessi, sempre nel caso di madre casalinga, indipendentemente dall’oggettiva impossibilità della madre stessa di accudire il bambino. Il padre dipendente pertanto può fruire dei riposi giornalieri, nei limiti di due ore al giorno (o di un’ora al giorno se con orario di lavoro inferiore alle 6 ore) entro il primo anno di vita del bambino. Perciò il lavoratore che intenda avvalersi di detto beneficio, dovrà completare la richiesta con l’autocertificazione della mamma del bambino che dichiara di essere casalinga.

A pensare male…

Il 14 dicembre 2010 è stato il giorno della fiducia al governo Berlusconi, delle proteste a Roma (e in tutta Italia) di studenti e lavoratori, del mercato di onorevoli e senatori, della morte per freddo di una senzatetto nel centro di Milano, della morte di due operai a Numana.

A pochi giorni dall’approvazione della Riforma Gelmini che metterà una pietra tombale alla scuola pubblica di ogni ordine e grado, il Rettore invia una comunicazione a tutto il personale.

Ci vorrà informare di nuovi finanziamenti per il 2011?

Ci vorrà rassicurare che avremo la certezza di percepire gli stipendi il prossimo anno? Niente di tutto questo.

Sancisce semplicemente l’inutilità dei Rappresentanti dei lavoratori in CDA e Senato. Infatti, mentre era già chiaro che 3 sparuti voti non possono opporsi a nulla, ora è pure evidente che se un consigliere (a torto o a ragione) inizia a votare contro, a sollevare problemi di presunte irregolarità, malversazioni, o peggio, il rischio è una denuncia in sede civile e penale.

Non vogliamo entrare nel merito della denuncia, ma ci preme sottolineare che, prima di procedere con un atto simile, un’amministrazione dovrebbe rispondere, spiegare, chiarire. Davanti ad affermazioni tanto gravi, prima di tutto è necessario togliere ogni ombra di dubbio a chi lavora in Università. A maggior ragione in un paese come l’Italia, dove le sentenze possono tardare parecchi anni.

Questo atteggiamento non ci stupisce. Come Cgil lo abbiamo detto molte volte. I rappresentanti dei lavoratori sono ben accetti finchè rimangono al loro posto e fanno il compitino assegnato. Senza disturbare il “normale” andamento delle cose.

In questa vicenda importa che: sono state poste delle domande. Il Rettore e questa amministrazione non hanno risposto.

Forse perché pensano che i lavoratori valgano tanto poco da non meritare risposte?

Forse perché le risposte potrebbero essere imbarazzanti?

Una reazione, il comunicato del Rettore, che sembrerebbe più dettata da fastidio che da una volontà di chiarimento.

In Italia siamo ormai abituati a continui scandali, Ma non per questo i lavoratori ed i cittadini di questo paese hanno rinunciato a pretendere risposte.

Per questo, i Tecnici-Amministrativi di questo Ateneo sono tutti orecchie.

Rimandata o bocciata?

Dopo essere stata approvata alla Camera, la pessima riforma Gelmini potrebbe venire affossata dalla caduta del governo. La FLC CGIL, che ha realizzato il 17 novembre 2010 uno sciopero contro questa riforma e ha partecipato alle mobilitazioni di studenti e ricercatori, ritiene che questo sarebbe un ottimo
risultato, dovuto anzitutto a chi è sceso in piazza o è salito sui monumenti o ha occupato gli atenei!

In questi giorni alcuni sostenitori della riforma hanno sostenuto delle palesi falsità, che ci sembra importante smentire:

C’è chi ha detto che finalmente i rettori potranno fare un solo mandato per, al massimo, 6 anni.

Questo è vero, ma si sono scordati di dire che, a beneficio dei rettori in carica (come il presidente della CRUI Decleva), è prevista una proroga in servizio di 1 anno (che decorre dopo l’approvazione del nuovo statuto, la quale può avvenire fino a 9 mesi dopo la pubblicazione della legge).

C’è chi ha detto che la presenza di membri esterni in CDA è limitata a 3 su 11.

Si son dimenticati un “almeno”. Il nuovo CDA, che deciderebbe insieme al rettore quasi tutto, deve avere almeno 3 membri esterni (delegati da banche, finanziarie, uomini politici), ma potrebbe averne anche di più (nessun tecnico-amministrativo potrebbe comunque farvi parte).

C’è chi ha detto che i tagli sono rientrati.

Non è vero, la restituzione di una parte delle risorse tagliate semplicemente ci garantisce la sopravvivenza per un altro anno; poi si vedrà. Peraltro è anche previsto che gli atenei possano fondersi, nel tal caso il personale dovrebbe esser spostato dalle sedi che chiudono.

C’è chi ha detto che non ci saranno conseguenze per il diritto allo studio.

Falso. Diminuiscono drasticamente i trasferimenti alle regioni per le borse di studio. Il governo istituisce un fondo per il merito (da erogarsi indipendentemente dal reddito) e i “buoni studio”, che sono prestiti da restituire dopo il conseguimento della laurea.

C’è chi ha detto che è una riforma contro i baroni.

Falso. I baroni accresceranno il loro potere: il Rettore verrà eletto solo dai professori ordinari. La compresenza di più figure precarie (a quelle del passato si aggiungono i ricercatori a tempo determinato), con interessi spesso contrapposti, aumenterà la loro ricattabilità. L’abilitazione nazionale,
spacciata come soluzione agli scandali degli attuali concorsi locali, potrà essere concessa indiscriminatamente, senza limiti numerici e le università potranno così scegliere, fra la massa degli abilitati, i docenti più graditi.

La Notte in Statale

Il CDA ha approvato ieri l’acquisto dell’Archivio storico del quotidiano: “La notte” per ben € 309.000.

Qualcuno si ricorda di che quotidiano si trattava? Un giornale pomeridiano, pseudo-scandalistico, che fallì negli anni ’90. Ma, a parte i giudizi di merito, è ben altro che ci indigna. Questo acquisto, a carico del bilancio dell’ateneo, cap.11, cat. 10 (Acquisti di collezioni librarie ed archivistiche) avviene in un periodo di continui tagli. Le biblioteche sono chiamate a effettuare tagli lineari del 20%, facendo saltare abbonamenti a riviste, collezioni e acquisti di libri importanti.

Iniziative contro il DdL Gelmini

La FLC CGIL da sempre attiva in difesa della conoscenza e dei diritti dei lavoratori ribadisce a gran voce di essere:

Contro una riforma lesiva dei diritti del personale tecnico e amministrativo, che azzera la possibilità di investire nella ricerca, che erode i fondi per il diritto allo studio, per il sostegno agli studenti appartenenti a classi sociali meno abbienti.

Contro un DDL che non menziona neppure una volta il termine lavoratori e personale tecnico.
Contro una riforma che “tutto deve cambiare affinché nulla cambi”!

CHIEDIAMO UNA VERA RIFORMA CHE TUTELI LA RICERCA, LA CULTURA E CHI NE FA PARTE E L’ALIMENTA OGNI GIORNO!

Informiamo che:

OGGI lunedì 29/11 dalle ore 15.30, ritrovo in Piazza San Babila con corteo fino alla Facoltà di Scienze Politiche
DOMANI martedì 30/11 ore 9.00 a Scienze Politiche, oppure 9.30 corteo con concentramento in Piazza Cairoli.

Che cosa succede in Europa?

LA NOSTRA UNIONE EUROPEA

E’ l’unione dei lavoratori

Qualche mese fa scrivemmo che quel che accadeva in Grecia ci riguardava da vicino.
Ora tocca all’Irlanda, che per farsi concedere il prestito dall’UE ha praticamente cancellato tutto lo stato sociale, ma non gli incentivi fiscali per le banche.

Tutta l’Europa è in subbuglio, anche se queste notizie compaiono poco sui mass media, occupati a inseguire le ultime dichiarazioni di questo o quel politico.
In Gran Bretagna gli studenti si stanno ribellando con la triplicazione delle tasse universitarie.
Il Portogallo il 24/11 ha visto il più grande sciopero della sua storia: 3 milioni di lavoratori in sciopero, su 10 milioni di abitanti, contro il piano di austerità. Il paese è stato completamente bloccato.
In Francia per settimane milioni di persone sono scese in piazza contro il taglio delle pensioni.
In Irlanda sono in corso le prime manifestazioni contro i pesantissimi tagli allo stato sociale e i licenziamenti nel pubblico impiego.
In Italia gli studenti manifestano sotto il Parlamento occupano le scuole e i monumenti, contro i continui attacchi alla scuola pubblica e contro la “riforma Gelmini”.
Noi salutiamo l’irrompere della protesta sullo scenario europeo. In palio c’è quanto conquistato dalle precedenti generazioni nel secondo dopoguerra: i nostri diritti, i nostri salari, le pensioni, la scuola e la sanità pubbliche.
I sacrifici che oggi ci chiedono servono a salvare banche, finanziarie e multinazionali, e ad accrescere la ricchezza di pochi.
Come è sempre successo, solo le lotte dei lavoratori, degli studenti, dei disoccupati, potranno decidere se quello che per noi sono conquiste, e per altri sono privilegi, potranno continuare a vivere.

Tagli solo per le università pubbliche, assemblea e sciopero!

Sui giornali di oggi troverete la notizia che i soldi a favore dell’Università contenuti nell’emendamento alla finanziaria servono solo a ridurre in parte i nuovi tagli che iniziano a operare dal 2011. I soldi vengono invece trovati per finanziare le scuole e le università private e, ovviamente, per le missioni militari.

E’ l’ennesima conferma della decisione di mandare al macero l’Università pubblica.

Oggi alle 10,30 ASSEMBLEA IN AULA MAGNA

4 Ore di sciopero a fine turno

Per lo sciopero orario la timbratura in uscita deve avvenire 4 ore prima della fine servizio sia per i tempo pieno che per i part time.

Ticket: alcune specificazioni

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18/11/2005 G.U. n. 13 del 17/01/2006 recepisce una normativa europea che cerca di evitare discriminazioni tra i lavoratori.

Come CGIL di Ateneo abbiamo richiesto, nell’ambito della trattativa sul lavoro part time, che il ticket venga esteso, ai sensi di tale decreto, anche a questa tipologia di lavoro.

E’ naturale, ma ci pare doveroso specificarlo, che i benefici di tale estensione riguarderebbero TUTTI i lavoratori attualmente privi del ticket o del buono pasto.

Per questo motivo oggi, nel corso dell’incontro tecnico, specificheremo ulteriormente il senso della nostra richiesta.

Pagateci gli stipendi, comunque

Prima il Rettore (che dal 2008 sbandiera il pericolo di non avere i soldi per pagare gli stipendi nel 2011), ora il Prorettore con un editoriale ben in vista sul sito del nostro Ateneo, ci forniscono ottime ragioni per allarmarci e per scioperare.

Con gli abituali toni pacati viene infatti fornito il quadro di un imminente pericolo di sfascio, che non è certo rientrato con l’approvazione di un emendamento che accorderebbe un po’ di soldi alle università, sempre che Tremonti li trovi da qualche parte (magari con altri sacrifici per tutti i lavoratori), che non cada il governo, che non ci siano nuove emergenze, ecc. ecc.

Vediamo i dati principali: a fine 2010 ignoriamo ancora l’entità del FFO per l’anno in corso.

Il FFO potrebbe addirittura essere insufficiente per pagare i soli stipendi.

In questa situazione ci si pone pure il problema se presentare o meno un bilancio di previsione per il 2011.

Possiamo concludere che se, alla fine, il bilancio non sarà in rosso, questo sarà dipeso solo dall’elevato numero di pensionamenti e dai blocchi stipendiali e di carriera (fino a fine 2013). Viceversa potrebbero esserci problemi addirittura per il pagamento degli stipendi.

Da anni denunciamo le politiche di tagli del governo e lottiamo per evitare che si arrivi allo sfascio, non fidandoci delle continue promesse a cui ha invece dato inutilmente credito la CRUI col suo presidente in testa.

MERCOLEDI’ 17 NOVEMBRE
SCIOPERO di 4 ORE dalle 12:00 alle 16:00
ASSEMBLEA in AULA MAGNA dalle 10:30 alle 12:00
di tutte le università lombarde e gli enti di ricerca

Contro i tagli e per un’università pubblica e un diritto allo studio
adeguatamente finanziati
Contro il blocco degli stipendi fino al 31/12/2013 e delle progressioni di carriera
Contro l’elevamento a 65 anni dell’età pensionistica delle donne
Contro il licenziamento dei lavoratori precari
Contro il disegno di legge Gelmini che trasforma le università in aziende

Studi privati

TAGLIO DEL 74% AL FONDO PER LE BORSE DI STUDIO UNIVERSITARIE E AZZERAMENTO DEL FONDO PER LA GRATUITA’ DEI LIBRI DI TESTO DELLE ELEMENTARI!

I capitoli di bilancio della legge di stabilità per il 2011 riguardanti il diritto allo studio hanno subito tagli pesantissimi. Il fondo per le borse di studio nelle università è stato ridotto di oltre il 74%, mentre il fondo di 103 milioni di euro per la gratuità dei libri di testo nella scuola elementare è stato addirittura azzerato.

Tutte le famiglie saranno costrette a pagare i libri di testo anche nelle scuole elementari e solo il 54% degli attuali aventi diritto avrà la borsa di studio universitaria che gli spetta (fonte udu).

Un ennesimo attacco al diritto all’istruzione pubblica per chi ha meno soldi… un ennesimo attacco di classe contro cui lotteremo.

Ciò accade mentre si continuano a finanziare scuole ed università private per i ricchi.
La Costituzione recita all’articolo 33: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”…cioè neanche un euro di soldi pubblici può essere dato alle scuole ed università private. Nonostante questo, ad esempio, nel 2010 sono andati ben 90 milioni alle università private!

MERCOLEDI’ 17 NOVEMBRE
SCIOPERO di 4 ORE dalle 12:00 alle 16:00
ASSEMBLEA in AULA MAGNA dalle 10:30 alle 12:00
di tutte le università lombarde e gli enti di ricerca

Contro i tagli e per un’università pubblica e un diritto allo studio adeguatamente finanziati
Contro il blocco degli stipendi fino al 31/12/2013 e delle progressioni di carriera
Contro l’elevamento a 65 anni dell’età pensionistica delle donne
Contro il licenziamento dei lavoratori precari
Contro il disegno di legge Gelmini che trasforma le università in aziende

I fatti: ticket anche ai part time

Come anticipato nel precedente volantino, la FLC CGIL d’ateneo nel corso dell’incontro di trattativa del 4 novembre scorso ha formalizzato la richiesta di estendere il diritto ai ticket anche al personale part time come previsto dall’art. 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18/11/2005 G.U. n. 13 del 17/01/2006.

La parità di trattamento tra colleghi è per noi un dato fondamentale e su questi principi non recederemo mai.

Anche in questa occasione preferiamo rispondere coi fatti alle esigenze reali dei lavoratori.

…e la contrattazione?

Finalmente le elezioni per i rappresentanti negli Organi di governo sono finite.

Difficile comprendere l’entusiasmo di chi parla di grande vittoria con una partecipazione al voto del 41% e più della metà dei lavoratori di questo Ateneo esclusi da qualsiasi tipo di coinvolgimento e rappresentanza reale.

Ancor più difficile, capire quale ruolo positivo potrebbero svolgere per i lavoratori 3 rappresentanti in Senato (su 35) e 3 in CdA (su 21).

La CGIL di Ateneo ha voluto mantenere distinti il ruolo di rappresentanza istituzionale negli organi di governo (CdA e SA) e rappresentanza sindacale.

Ha voluto sollevare con forza il problema del peso nullo del personale tecnico-amministrativo nel governo dell’ateneo, e l’importanza, invece, di tornare a fare sindacato dal basso, a partire dai lavoratori, concentrandosi sull’unico strumento che può migliorare concretamente la vita dei lavoratori, l’attività sindacale (in virtù del suo potere contrattuale e di mobilitazione).

Ora che un motivo di divisione fra le Organizzazioni sindacali dell’Ateneo è venuto meno, confidiamo che tutte le sigle sindacali tornino a dedicarsi con forza all’attività contrattuale.

Noi abbiamo le nostre proposte, e siamo pronti a discuterle, come abbiamo sempre fatto, con chiunque condivida lo stesso obiettivo.

Proponiamo, innanzitutto, alle altre Organizzazioni di chiedere insieme una contrattazione sul governo dell’Ateneo, per dare voce ai lavoratori.

Parteciperemo al prossimo incontro di contrattazione sostenendo le proposte della RSU sulle progressioni orizzontali, la mobilità interna e i diritti dei part-time.

Come CGIL di Ateneo, inoltre, ribadiremo la richiesta del ticket per tutto il personale.

Richiediamo a gran voce le elezioni che contano veramente nella vita dei lavoratori, quelle per le RSU che scadono l’1 dicembre prossimo e sono titolari della contrattazione d’Ateneo, quelle per gli RLS, i rappresentanti che devono garantire la nostra sicurezza.

PARTECIPAZIONE DEI LAVORATORI A PARTIRE DA DIPARTIMENTI, DIVISIONI E BIBLIOTECHE!

TICKET ANCHE PER TUTTI I LAVORATORI!

VOTIAMO PER RSU E RLS!

Le parole e i fatti

Nella vita del nostro ateneo siamo abituati a tante parole. Si scrive e legge di tutto. C’è chi denuncia reati gravissimi da parte dell’amministrazione (senza poi assumere iniziative). C’è chi versa fiumi di inchiostro per convincere i lavoratori a partecipare alle elezioni, e poi si sottrae alle assemblee e alle mobilitazioni. C’è chi si fa eleggere ovunque e poi presenzia solo dove c’è il gettone di presenza, ecc., ecc.

In questi anni noi abbiamo cercato di informare e di agire, di stimolare la partecipazione ben oltre il momento del voto a un nome o una lista. Crediamo che il sindacato non sia nulla se non riesce a unire e a mobilitare i lavoratori.

Per questo motivo non amiamo il ricorso alla magistratura per risolvere controversie interne.

Oggi, però, ci troviamo in una situazione veramente inaccettabile. A fronte di un nostro comunicato che spiegava chiaramente perché i due contratti di diritto privato per dirigenti approvati in settembre dal CdA vadano contro la normativa vigente, l’Amministrazione ha opposto il consueto silenzio.

Abbiamo quindi deciso di rivolgerci alla Procura Regionale della Corte dei Conti, presentando un esposto (depositato, il protocollo viene assegnato successivamente), che alleghiamo per conoscenza.
In un momento in cui tutti continuano a chiedere sacrifici ai lavoratori, in cui si moltiplicano gli allarmi sul rischio della mancata chiusura del bilancio del nostro ateneo, l’Amministrazione trova i soldi per nominare ben 6 dirigenti in un anno e si pone l’obiettivo di acquisirne altri a breve. Intraprenderemo tutti gli atti necessari per far cambiare idea all’Amministrazione su questo argomento.

Nelle prossime settimane, finita questa inutile tornata elettorale, spingeremo per la ripresa della contrattazione decentrata. Le nostre priorità sono:

– Chiusura delle “code” del contratto decentrato, in particolare sulla mobilità interna e il part-time;

– Garanzia del finanziamento della nuova tornata di progressioni orizzontali;

– Avvio della trattativa sul governo dell’Ateneo, per dare pari dignità e rappresentanza ai lavoratori. Invitiamo tutte le organizzazioni sindacali che, a parole, hanno dichiarato di perseguire lo stesso obiettivo, a sostenere insieme questa richiesta.

Incompatibili

Si moltiplicano gli inviti al voto…peccato che gran parte dei candidati abbiano chiari problemi di incompatibilità…

POTEVATE STUPIRCI CON EFFETTI SPECIALI

E CI SIETE RIUSCITI!

L’elenco dei candidati per questa terza riconvocazione delle elezioni per Senato e CdA, fatta questa volta su 2 giorni e con ben 10 seggi, per raggiungere un quorum del 33% (!) riporta in gran parte gli stessi nomi che ricorrono sempre, in cielo in terra e in ogni luogo. Non solo, quindi, negli organi accademici, ma anche in Rsu, nelle Organizzazioni Sindacali ed anche Comitato pari opportunità.

Peccato che, come motiva precisamente una delibera del Senato Accademico dell’università Milano-Bicocca, esiste una, comprensibilissima, incompatibilità di ruoli.

“..L’art. 9 del CCNQ RSU del 8/7/1998 (accordo quadro per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti delle pubbliche amministrazioni e per la definizione del relativo regolamento elettorale) prevede che la carica di componente delle RSU è incompatibile con qualsiasi altra carica in organismi istituzionali o carica esecutiva in partiti o movimenti politici…”

“…Anche per la dirigenza sindacale gli statuti delle organizzazioni sindacali stabiliscono, tra le altre, l’incompatibilità della carica assunta nell’ambito del sindacato con quella istituzionale e/o di governo e di amministrazione e gestione in enti pubblici.

A supporto di quanto sopra detto si ricordano l’art. 12 dello Statuto CISL, l’art. 7 dello Statuto della CGIL, l’art. 4 dello statuto RDB…”

In base allo Statuto d’Ateneo il Senato accademico stabilisce la politica generale e le strategie di sviluppo dell’Università definendo, tra l’altro, i criteri per la distribuzione del personale tecnico amministrativo e gli indirizzi generali in materia di politica del personale, mentre il Consiglio di Amministrazione delibera sugli accordi sindacali (Questo è vero anche in Statale, NdA). Ora è ovvio che, laddove lo stesso soggetto si trovasse ad essere componente delle RSU e quindi ricoprisse la posizione di chi ha concorso alla redazione di un accordo in certi termini a precipua tutela dei lavoratori e, contemporaneamente, fosse senatore o consigliere di amministrazione e quindi si trovasse a dover deliberare indirizzi da una parte o provvedimenti di allocazione delle risorse finanziarie, si troverebbe in palese conflitto di interessi…”

In questa condizione di incompatibilità si trovano oggi, per quanto ne sappiamo noi: Ghezzi, Liistro, Maccarone, Naldi, Romano e Surace.

Se si dimettessero dalla RSU, stante il regolamento delle RSU, questa dovrebbe decadere.

Perché sono sempre le stesse persone a voler ricoprire tutti gli incarichi?

Se un’organizzazione sindacale non ha sufficienti attivisti, che rinunci a qualche poltrona!

Sabato in corteo con la FIOM

La manifestazione nazionale della FIOM di sabato 16/10 è stata molto partecipata e ha ribadito con forza la contrarietà:

– agli accordi separati

– alla cancellazione del contratto nazionale di lavoro

– al modello proposto da Marchionne

– alla politica del governo

Come lavoratori dell’università abbiamo voluto parteciparvi perchè sappiamo che se l’attacco contro i metalmeccanici avrà successo, dopo di loro toccherà a tutte le altre categorie. La loro lotta è la nostra lotta.
Qui trovate alcune fotografie del corteo: http://www.cgil.unimi.it/index.php/gallerie-fotografiche/category/23-16-2010.html
Qui il video del comizio del segretario della FIOM Landini: http://www.viddler.com/explore/micromega/videos/14/

Il Lupo perde il pelo ma non il vizio

Ricomincia la campagna elettorale e, puntualmente, il modello berlusconiano viene rispolverato.

Si individua un nemico da prendere di mira e gli si attribuiscono tutte le colpe.

E così, mentre per il Premier il nemico sono i Comunisti, tra le mura nostrane è la Cgil.

Così tanta attenzione ai nostri movimenti e alle nostre parole da parte delle altre Organizzazioni

Sindacali ci lusinga, ma mostra tutta la debolezza di chi sfoga le proprie frustrazioni contro il bersaglio sbagliato.

In questi anni abbiamo mostrato nella prassi quotidiana cosa pensiamo e come agiamo, sia all’interno che all’esterno dell’Ateneo. Le nostre posizioni sono sempre state chiare, coerenti, argomentate ed inequivocabili, senza timori reverenziali verso nessuno. Abbiamo formulato molte proposte, alcune realizzatesi, altre no (o non ancora).

Non siamo sindacalisti di professione, non abbiamo e non vogliamo compensi o gettoni di presenza per ciò che facciamo. Siamo lavoratori e stiamo in mezzo ai lavoratori. I problemi che noi poniamo sono reali, condivisi coi colleghi nel lavoro quotidiano e successivamente rielaborati all’interno del nostro Comitato degli Iscritti.

Le nostre posizioni sono quindi il frutto di una elaborazione collettiva di molte decine di lavoratori che si confrontano quotidianamente e non i sofismi isterici di chi si parla allo specchio.

Questa è la nostra forza che si palesa nelle iniziative e nelle mobilitazioni che organizziamo.

Questo è per noi fare sindacato. Stare dalla parte dei lavoratori perché siamo lavoratori.

Ci lascia l’amaro in bocca vedere come si tenda a screditare chi ha denunciato la nomina dei nuovi
dirigenti e non chi li ha nominati. Oppure che ci si accusi di voler applicare la Legge Brunettao la Riforma Gelmini, quando per primi (e troppo spesso da soli) ci siamo opposti e le abbiamo combattute. O che tutti facciano il diavolo a quattro per le elezioni di CDA e Senato e nessuno voglia e richieda a gran voce quelle degli RLS (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che chiediamo da anni di poter rieleggere) o delle RSU (che scadono a novembre). O quando ex consiglieri o ex senatori ci accusano di tenere tanto alle poltrone che loro hanno sempre occupato e si ricandidano a occupare per l’ennesima volta.

Quelle poltrone sono libere e noi non abbiamo nessuna smania di occuparle.

Semplicemente ve le lasciamo. Perché lì dentro, come abbiamo più volte spiegato, o si avvallano le decisioni di chi amministra l’Ateneo (come hanno fatto quasi sempre i rappresentanti dei

lavoratori), o si vota contro per pura testimonianza, condannandosi a non poter mai avere i numeri per modificare qualcosa.

Noi preferiamo fare attività sindacale e reputiamo le due cose incompatibili. Quindi crediamo che dirigenti sindacali e rsu non debbano stare negli organi accademici.

Noi abbiamo ben chiaro dove stare quando i lavoratori verranno in CDA e Senato a portare le loro richieste negli organi accademici.

Speriamo di non essere lasciati ancora soli.

C’è chi sta coi lavoratori e chi col governo e con Marchionne

Venerdì 8/10 un grande corteo a difesa della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche è sfilato per Milano. Dalla Statale abbiamo contribuito con un presidio, un’ora di sciopero e una piccola delegazione della FLC CGIL.

La situazione in cui versa la scuola pubblica è nota: edifici che cadono a pezzi, riduzione delle ore e delle materie, aumento degli studenti per classe, licenziamento in massa dei precari, genitori chiamati a dare soldi anche per la carta igienica.

Le università rischiano di non avere nemmeno i soldi per pagare gli stipendi, se non viene almeno cancellata una parte dei tagli. I nostri stipendi sono bloccati fino al 31/12/2013.

Davanti a un simile scempio ci si aspetterebbe per lo meno una mobilitazione compatta di tutti i sindacati. Purtroppo non è così. La CISL e la UIL nazionali hanno firmato contratti che inchiodano gli stipendi, hanno siglato accordi separati rifiutandosi quasi sempre di consultare i lavoratori, e si sono schierati apertamente col governo e contro la CGIL. Nella manifestazione tenutasi a Roma il segretario della CISL Bonanni ha avuto il cattivo gusto di augurarsi: “10-100-1000 Pomigliano”. Il che significa che si augura che possano essere cancellati i contratti nazionali e le garanzie dello Statuto dei lavoratori.

La CISL di ateneo, oltre a non essere diversa, mostra di aver perduto la testa. Un’organizzazione in evidente crisi di attivisti (si contano sulla punta delle dita di una mano), in mano a due persone che decidono tutto, non trova nulla di meglio che diffondere falsità. Per esempio quella che mira a far credere che i 2 dirigenti a tempo determinato siano stati voluti dalla CGIL.

Ricordiamo a tutti che siamo stati i primi a denunciare l’illegittimità di queste nomine e a spiegare a tutti per quale motivo ci siamo opposti. Abbiamo partecipato all’irruzione in CdA a luglio, intervenendo più volte.

Dei due dirigenti a contratto solo uno è iscritto alla CGIL, ma questa circostanza mostra ancor di più la nostra indipendenza di giudizio. Noi non abbiamo mai avuto problemi, in questi anni, a criticare aspramente anche chi ha in tasca la nostra tessera.

I due dirigenti della CISL di ateneo, al contrario, in anni di mandato come rappresentanti in Cda e Senato, non hanno mai votato contro ad alcun provvedimento, tantomeno contro la proroga in carica del Rettore.

Troviamo ignobile pure l’accostamento della protesta di venerdì, con un presidio dalle 8 alle 9 e un corteo conclusosi in mattinata e un episodio avvenuto in mensa alcune ore dopo, che nulla c’entra con la manifestazione e che, come tutte le iniziative che si ripercuotono contro dei lavoratori, viene da noi condannato.

8/10 Presidio per sciopero generale della Conoscenza

CONTRO l’aggressione alla pubblica istruzione portata avanti dal ministro Gelmini per conto del governo e con silenzio/assenso dell’opposizione

CONTRO i tagli pesantissimi a scuola, università, ricerca

CONTRO Il disegno di legge Gelmini sull’università che potrebbe essere approvato nei prossimi giorni Venerdì 8 ottobre invitiamo tutti i lavoratori al presidio che si terrà davanti ai cancelli di via Festa del Perdono dalle 8 alle 9 in concomitanza con l’ora di sciopero indetta per tutti i settori della conoscenza.

Meglio un uovo oggi o una gallina domani?

Ci stupisce la velocità con cui i Segretari della Flc-Cgil Milano e della Camera del Lavoro di Milano abbiano prodotto una precisazione, anzi no, una rettifica ad un comunicato del Comitato degli iscritti del nostro Ateneo.

Ci stupisce per la forma e per la sostanza.

Anche perchè non ricordiamo un intervento analogo verso le quotidiane violenze subite dai lavoratori.

Violenze reali, quali morti o incidenti sul lavoro, vessazioni, discriminazioni, mobbing, ricatti, molestie, sfruttamento, schiavitù, svendita dei diritti e della dignità. Tutto in nome del profitto e del capitale. La gallina dalle uova d’oro.

Ma forse ripulire le vetrine della Cisl di Treviglio è più importante di tutto questo.

Poi, suvvia, da sempre si sono tirati pomodori sui palchi per dimostrare che non si apprezza lo spettacolo a cui si sta assistendo. E’ un’espressione di dissenso popolare, di chi non ha altro che i prodotti della natura sia per vivere che per dissentire.

Noi che siamo lavoratori tra i lavoratori, abbiamo detto chiaramente quale sia la nostra posizione.

Chi è abituato a decidere della sorte dei lavoratori attraverso una firma su un pezzo di carta, forse ha talmente perso il contatto col mondo del lavoro che pensa di rappresentare, che non sa capire una cosa molto semplice.

Un uovo sporca un muro.

Una firma sbagliata condanna i lavoratori a un futuro di sfruttamento e miseria.

E, a proposito di violazione dei diritti, il Senato ha appena finito di approvare quel “Collegato al lavoro” che cancella nei fatti, a partire dai nuovi contratti, l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori, per difendere il quale la CGIL ha mobilitato milioni di lavoratori.

Lasciamo ad ognuno la libertà di scegliere cosa sia violenza e cosa no.

P.S. Il comunicato di solidarietà ai lavoratori della SAME di Treviglio è e rimarrà nella Homepage del nostro sito

Back to Top