Riprendiamoci il contratto!

Come ben sappiamo, i contratti del pubblico impiego e del comparto della conoscenza (scuola, università, ricerca e AFAM) sono fermi da oltre 7 anni!

Questo comunicato potrebbe terminare qui, perché un blocco del genere si commenta da solo, ma invece c’è molto su cui riflettere, da conoscere e da fare.

Il mancato rinnovo del contratto del pubblico impiego negli ultimi 6 anni è illegittimo, secondo la Corte Costituzionale, ma la sentenza 178, purtroppo, non ha valore retroattivo. Se lo avesse avuto avrebbe comportato unesborso per lo Stato di almeno 35 miliardi per la vacanza tra il 2010 e il 2015, con un effetto strutturale di 13 miliardi annui a partire dal 2016, secondo una memoria presentata dall’Avvocatura dello Stato che difende il governo.
Queste sentenza, sebbene non retroattiva, è importante, perché rende obbligatorio per il governo riaprire la partita dei contratti che interessa oltre 3 milioni e 300 mila lavoratori. Un numero che si è ridotto di oltre 300 mila posti, dal 2002 al 2013 , secondo i dati dell’ARAN.

Il blocco del rinnovo dei contratti, per i lavoratori del pubblico impiego, è stato inserito dai vari governi a partire dal 2009, sino ad oggi. Una volontà politica chiara e continua, che mortifica i dipendenti della pubblica amministrazione e li costringe a rimediare all’incapacità gestionale dei governanti, pagando al posto loro!

Adesso basta! Il governo deve sbloccare i contratti statali e deve farlo con le risorse necessarie. Servono almeno 3 miliardi!

L’appello dei delegati del comparto universitario della FLC CGIL e rivolto a tutte le RSU degli atenei italiani, affinché si avviasse subito la mobilitazione, per il rinnovo del contratto nazionale, è stato accolto e dopo questa prima importante conquista, si apre una nuova stagione di lotta, che ha come prima tappa determinante, lo sciopero del 20 maggio, rivolto a tutti i lavoratori della conoscenza (scuola, università, ricerca e AFAM).

I 300 milioni stanziati dal governo, nella Legge di Stabilità, equivalgono a 7 € per ogni dipendente pubblico, un’offesa, ma non solo, si tratta di una vera truffa, dato che con il rinnovo dei contratti, a fronte di pochi spiccioli, verrebbero applicate le fasce di merito previste dalla riforma Brunetta (Legge 150), per la distribuzione dei premi di produttività!

La storia ce lo insegna, i diritti vanno difesi e conquistati, alzando la voce, incrociando le braccia e rendendoci artefici di questa riconquista!

E’ in gioco la nostra dignità, il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno, alle quali abbiamo l’obbligo morale, di consegnare un mondo in cui i diritti non sono barattabili!

Ci vediamo in piazza, il 20 maggio!

Daremo ulteriori indicazioni in merito corteo e al presidio.

*IN ALLEGATO LA LOCANDINA CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE.*