Uno sguardo oltre l’Ateneo – Maggio 2026 Vol II

DOPPIO STANDARD

Il doppio standard non è una novità, ma sta diventando una modalità sempre più diffusa, tanto da rassomigliare al “bipensiero” del romanzo 1984 di George Orwell.

L’esempio più evidente riguarda la Russia e Israele: la prima è stata immediatamente sanzionata, bandita da manifestazioni sportive e culturali, per avere invaso l’Ucraina. Israele non solo non è stato sanzionato e non sono stati interrotti gli accordi di cooperazione anche in campo militare, ma chi propone boicottaggi di prodotti e di istituzioni culturali viene spesso accusato di antisemitismo. In alcuni paesi europei, prima fra tutti la Germania, chi critica la politica di Israele, chi promuove campagne di boicottaggio e chi manifesta esibendo la bandiera dello stato di Palestina è considerato fuorilegge e rischia una condanna. In Italia si è rischiato qualcosa di simile col ddl antisemitismo (si veda: https://cgil.unimi.it/2026/01/27/antisemitismo-o-critica-allo-stato-di-israele/), la cui versione definitiva, per fortuna, non ha confermato gli interventi più repressivi contenuti nelle proposte presentate.

Due pesi e due misure: Israele può radere al suolo Gaza, invadere, distruggere e occupare il Libano, bombardare l’Iran, aggredire ed espropriare quotidianamente i Palestinesi in Cisgiordania, ma resta un paese amico dell’Unione Europea (UE). Israele e USA uccidono sistematicamente i dirigenti dei loro nemici (è la prima cosa che hanno fatto attaccando l’Iran), mentre la Russia in 4 anni di invasione non ha ucciso nessun dirigente politico ucraino, ma il doppio standard presenta le cose in questo modo: Israele ha il diritto di difendersi, mentre la Russia è guidata da pazzi guerrafondai con sogni imperiali.

Nonostante le sanzioni, la Russia ha continuato a lungo la vendita di gas all’Europa, Ucraina compresa, e continuerà a venderlo ad alcuni paesi (Spagna, Francia, Ungheria, Bulgaria). In compenso molti paesi dell’UE, in prima fila a promuovere sanzioni contro la Russia e a denunciarne il pericolo che rappresenterebbe per la nostra sicurezza, le vendono armi passando da paesi terzi. Per esempio, l’Italia, fra il 2021 e il 2023 ha aumentato le esportazioni verso paesi asiatici dell’ex URSS del 1.133%, che poi le rivendono alla Russia.

Per riassumere: in Italia siamo costretti a comprare il gas dagli USA pagandolo tre volte tanto per sanzionare la Russia perché ritenuta guerrafondaia, alla quale, però, vendiamo indirettamente armi indispensabili per continuare la guerra.

Lo stesso doppio standard si adotta con gli USA. E’ del tutto evidente che il nostro principale alleato ha intrapreso una serie di azioni ostili nei confronti dell’UE, che vanno dalla guerra commerciale alla minaccia di annessione di un territorio europeo (la Groenlandia), il tutto condito con insulti di ogni tipo. Ciò, però, non sta facendo riconsiderare le alleanze e gli accordi commerciali. Su pressioni statunitensi, per esempio, le nazioni europee sono dovute uscire da accordi commerciali con la Cina.

Un altro esempio di doppio standard è relativo ai diritti. La violazione dei diritti delle donne in Afghanistan e in Iran è un tema ricorrente, la violazione dei diritti delle donne nei paesi della penisola arabica no. Idem per i diritti politici: in Arabia Saudita e negli Emirati non si svolgono elezioni politiche nazionali, ma questo non interessa i governi dell’UE, che li considerano dei partner affidabili da ogni punto di vista. Ovviamente non interessano nemmeno i diritti dei lavoratori: non sono stati motivo di scandalo i circa 15.000 lavoratori morti per i mondiali in Qatar (dato di Amnesty International) e nemmeno lo stato di semi schiavitù in cui sono ridotti in quei paesi i lavoratori provenienti da Nepal, Filippine, Indonesia, Sri Lanka, Pakistan, Kenya e altri paesi asiatici e africani.

Quanto sopra descritto non c’entra direttamente coi diritti dei lavoratori italiani, ma ognuno di questi punti ha ripercussioni indirette su tutti noi. Le guerre che si avvicinano sempre di più, oltre a rappresentare un crimine contro l’umanità, richiederanno sempre maggiori sacrifici ai lavoratori di tutti i paesi dell’UE. Il doppio standard mostra la totale incapacità da parte dei nostri governanti non solo di gestire una situazione inedita e pericolosissima, ma anche di fornire delle spiegazioni coerenti delle loro scelte e delle loro mancate scelte. Ci stanno facendo abituare all’idea stessa di guerra e agli orrori che essa comporta: quel che sembrava impensabile ora è realtà, e già alcuni Dottor Stranamore ci invitano a considerare la possibilità imminente di una guerra sul suolo europeo.

Le previsioni che vengono fatte rispetto alle conseguenze economiche della guerra di USA e Israele contro l’Iran sono catastrofiche, e prevedono forti aumenti di prezzi per i beni di prima necessità e pure il rischio di una crisi alimentare (a causa della scarsità di fertilizzanti). Non hanno alcuna intenzione di andare a chiedere soldi alle banche e alle transnazionali che hanno fatto e stanno facendo enormi profitti. Il conto rischiamo di pagarlo noi: per questo è necessario che lavoratrici e lavoratori si riprendano le piazze dicendo chiaramente che guerre e sacrifici non sono più accettabili.

Il movimento dei lavoratori non è filo-russo, né filo-cinese, non è filo-USA, né filo-Israele: ripudia le guerre e non si fa ingannare dai doppi standard.

Cogliamo l’occasione per ricordarvi la raccolta fondi dell’Ateneo, che ha l’obiettivo di sostenere studentesse e studenti palestinesi ancora residenti nei territori coinvolti dal conflitto e di accompagnare, lungo il percorso di studi, i giovani già accolti nel nostro Ateneo.

Donazioni ed erogazioni liberali | Università degli Studi di Milano Statale