CONTRATTO NAZIONALE 2022/2024: NON CI SIAMO

Dalle prime indiscrezioni sulla Legge di bilancio per il 2026 non emerge alcuna novità per l’aumento degli stipendi e il conseguente rinnovo del contratto 2022/2024 del comparto Istruzione e Ricerca. Con le risorse a disposizione, sanciremmo la perdita di oltre il 12% del nostro potere d’acquisto: a fronte di un’inflazione del 18%, avremo solo il 6% di aumenti, cioè un terzo di quello che ci servirebbe per mantenere il potere d’acquisto. Oltretutto queste sono risorse che dovrebbero essere erogate all’inizio della vigenza del contratto (2022) mentre qui siamo ormai a 10 mesi oltre la scadenza del periodo.

Le misure annunciate nella nuova legge di bilancio (regime fiscale agevolato sui rinnovi contrattuali, premi di produttività, aliquota agevolata al 10% su straordinario, turni festivi e notturni), del tutto irrilevanti rispetto alla necessità di recupero di potere d’acquisto dei salari, sarebbero comunque state pensate solo per i settori privati.

La detassazione del buono pasto (ticket) fino a 10 euro nel pubblico sarebbe vanificata dalla permanenza per legge del tetto a 7 euro del valore del buono.

Condividiamo qui il comunicato sulla legge di bilancio della FLC CGIL nazionale e il volantino della manifestazione nazionale della CGIL per il 25 ottobre a Roma. Lottiamo contro il precariato e per un salario dignitoso.