A cura di Sara Carrapa e Giovanni Bianco
Mozione del Senato sul genocidio in corso a Gaza
Il Senato ha approvato all’unanimità una mozione che condanna il genocidio che Israele sta compiendo impunemente a Gaza, con complici quasi tutti i governi.
Vi invitiamo a leggerne il testo integrale, disponibile sul sito di Ateneo.
Abbiamo votato convintamente il documento, giunto dopo anni nei quali i rappresentanti Flc-Cgil che si sono susseguiti ai vari tavoli di Ateneo hanno sempre difeso il diritto di autodeterminazione del popolo palestinese denunciando i crimini contro l’umanità che Israele e il suo esercito stanno compiendo (e hanno compiuto) a Gaza e in Cisgiordania, da ben prima di ottobre 2023; aspetto -quest’ultimo- che abbiamo pubblicamente ribadito in Senato.
Evidenziamo ancora oggi il doppiopesismo dell’Italia e dell’Occidente che, se da una parte condannano giustamente i crimini perpetrati dagli Stati non alleati, dall’altra però giustificano quelli compiuti dalle così dette democrazie liberali amiche.
Siamo, nostro malgrado, testimoni viventi di un genocidio in Medio Oriente e ringraziamo la Rettrice, la governance e tutte le componenti dell’Ateneo per aver presentato e votato compattamente la mozione che esplicitamente utilizza il termine “genocidio”, rinunciando a qualsiasi ambiguità o tentennamento di sorta che non potrebbero che trasformarsi in complicità con i massacri in atto.
Vi riportiamo sinteticamente i punti per noi salienti del documento:
- Denuncia delle gravissime violazioni dei diritti umani che la mozione descrive come una guerra di sterminio dalle conseguenze di portata catastrofica tali da giustificare il termine genocidio.
- Contestazione della palese e completa inosservanza del diritto internazionale a partire dalle Convenzioni di Ginevra che dovrebbero difendere la popolazione civile inerme: ricorso all’uso della fame, all’uccisione di medici, infermieri e giornalisti, impedimento all’accesso di aiuti umanitari, sfollamento forzato, distruzione di edifici, ecc…
- Richiesta di un cessate il fuoco immediato e della ripresa di trattative politiche per giungere al riconoscimento del diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese.
- Supporto alla Global Sumund Flotilla e condanna di ogni eventuale attacco alla stessa.
- Messa in atto di azioni concrete bandendo 22 borse di studio per studenti e studentesse palestinesi, di cui la maggioranza Gazawi.
- Presa di posizione netta e decisa che vieta, da qui in avanti, di siglare o rinnovare qualsiasi accordo tra l’Ateneo e altre università, istituzioni e attori di altro tipo che siano direttamente o indirettamente coinvolti nelle violazioni che si stanno perpetrando.
- Riaffermazione della responsabilità dell’Ateneo come luogo di costruzione della conoscenza che deve essere al servizio di giustizia, libertà e dignità. In quest’ottica si realizzerà in autunno “la statale per la pace” evento che coinvolgerà oltre 100 docenti con lezioni aperte sul tema.
L’applauso che ha accompagnato in aula la votazione all’unanimità del documento, concreto e scevro da irenismi di maniera, è la testimonianza di una presa di coscienza condivisa da tutte le componenti dell’Ateneo che non sono potute restare indifferenti davanti al massacro in atto.
Come senatori eletti con il supporto della Flc-Cgil continueremo ad impegnarci per tenere alta l’attenzione e denunciare la nostra ferma contrarietà -ovunque nel mondo- all’utilizzo della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti a scapito della popolazione civile.
Aggiornamento sugli studenti e studentesse palestinesi vincitori di borse di studio UNIMI
Nei precedenti resoconti del Senato vi abbiamo sempre tenuti informati sulle borse di studio che l’Ateneo ha bandito a favore di studenti e studentesse palestinesi.
Unici nel panorama italiano per il numero raggiunto (22 borse più ulteriori tre destinate all’Università del Molise) dobbiamo questo risultato all’impegno indefesso congiunto compiuto da docenti, colleghi ptab e governance coinvolti a vario titolo nella gestione del programma.
Purtroppo le notizie che ci sono state fornite in aula sono molto preoccupanti: nonostante le lezioni siano già iniziate, i nostri borsisti palestinesi sono tutt’oggi a Gaza, impossibilitati ad uscire dalla Striscia da Israele, forza occupante che non permette alcuno spostamento.
Sono stati proiettati i video di alcuni studenti, in contatto quasi giornaliero con il prorettore alla didattica prof. Simonetta, che testimoniano l’immane sofferenza che questi giovani Palestinesi stanno vivendo in un momento della loro vita che dovrebbe essere dedicato alla crescita personale e alla scoperta del mondo.
Nel corso dell’assemblea dei lavoratori dello scorso 19 settembre abbiamo condiviso con tutti voi alcuni di questi video.
E’ stato emotivamente difficile riuscire a vedere ed ascoltare le storie di questi giovani che sperano di riuscire a raggiungere la nostra università per garantirsi, oltre ad un futuro migliore, la stessa mera sopravvivenza: ogni giorno, infatti, l’esercito israeliano distrugge indiscriminatamente abitazioni civili colpendo altresì campi tendati dove potrebbero trovare riparo alcuni dei nostri borsisti.
Ci auguriamo che gli sforzi messi in campo dal nostro Ateneo, di concerto il Ministero degli Esteri e le altre università che aderiscono al programma, siano efficaci e permettano di attivare un corridoio umanitario che renda possibile agli studenti raggiungere la Giordania e quindi poi l’Italia.
Ad attenderli in Giordania, se e quando Israele lo permetterà, ci sarà una missione di Unimi composta dal Prorettore prof. Simonetta e una équipe medica che presterà le prime cure a giovani malnutriti e con la salute precaria dopo anni di stenti dovuti all’assedio.
La speranza è che siano ancora tutti vivi e che si riesca ad accoglierli a breve in università.
Vi terremo doverosamente aggiornati.
Dual use e research security
È stato costituito il gruppo di lavoro sui temi della valutazione del dual use e della research security nei progetti e negli accordi di ricerca; ne faranno parte docenti e personale TAB che si occupano, a vario titolo, di tematiche legate alla ricerca e all’etica in ateneo.
Ricordiamo che per dual use si intendono quelle scoperte, beni materiali e tecnologie che, pur essendo principalmente utilizzati per scopi civili, possono essere adattati e diventare elementi essenziali per lo sviluppo e la fabbricazione di armamenti.
La research security si occupa invece di implementare tutte le misure necessarie per proteggere la ricerca scientifica ed evitare che possa essere utilizzata inappropriatamente da altri attori sullo scacchiere mondiale.
Sono tematiche fondamentali che possono avere un impatto diretto sulla vita lavorativa di tutti noi. Grazie ai nostri rappresentanti ai tavoli sindacali abbiamo infatti recentemente sollevato la necessità di prevedere forme di tutela per quei lavoratori che dovessero essere implicati in progetti di ricerca dual use e si rifiutassero, legittimamente, di svolgerli.
L’istituzione di questa commissione dovrebbe portare alla creazione di linee guida di Ateneo che chiariscano nettamente i limiti etici da non superare.
Tali confini dovranno essere in sintonia con la mozione votata martedì scorso che, come ricordato sopra, esplicita che la conoscenza prodotta in questa università sia esclusivamente al servizio della pace, della giustizia e dei diritti e non possa essere utilizzata per finalità che, direttamente o indirettamente siano di natura bellica.
Ci auguriamo quindi che non ci sia mai bisogno di ricorrere all’obiezione di coscienza su questi temi e che l’Ateneo si doti, a strettissimo giro, di regolamenti che impediscano a chiunque di compiere ricerca con finalità non totalmente etiche.
Regolamento per l’alta formazione
Il nuovo regolamento sull’alta formazione -che include master di I e II livello, corsi di perfezionamento ed executive, formazione dei docenti di scuola superiore, summer e winter schools- prevede esplicitante che la trattenuta sulle somme introitate da destinare al bilancio universitario sia del 25%.
Di questo ammontare l’80% confluirà nel fondo comune di ateneo.
Si tratta di un’ottima notizia che testimonia l’attenzione della governance alle richieste pervenute sia dal rappresentante Ptab in Cda, Andrea Cerini, sia dai colleghi e colleghe Flc-Cgil impegnati ai vari tavoli sindacali.
Ribadiamo la necessità cogente di mettere in campo tutte le misure possibili per salvaguardare il potere di acquisto del personale PTAB, eroso come non mai negli ultimi anni.
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Vi lasciamo con una libera traduzione di un estratto di un messaggio registrato da un “nostro” studente Gazawi attualmente imprigionato nella Striscia.
“Sono uno studente vincitore di borsa di studio per il corso di Medicina in inglese (IMS) presso l’Università degli Studi di Milano. Ho registrato questo messaggio per condividere l’attuale situazione che stiamo vivendo qui a Gaza e lanciare un appello urgente di aiuto. Nelle ultime settimane vivere è diventato difficilissimo nella Striscia: molte famiglie, compresa la mia, sono state costrette a continui trasferimenti in campi per sfollati; abbiamo perso le nostre case e i diritti più elementari all’incolumità e all’educazione. Molti dei nostri cari – familiari, colleghi, amici- sono stati ammazzati. Abbiamo ora il timore anche di perdere l’opportunità di studiare all’Università degli Studi di Milano. Apprezziamo gli sforzi messi in campo dall’Ateneo e dal Ministero degli Affari esteri italiani per permettere la nostra evacuazione. La situazione qui peggiora di giorno in giorno e rinnoviamo quindi l’appello per agire il prima possibile. Come sapete, l’anno accademico sta iniziando e ci auguriamo di riuscire a raggiungere Milano per studiare e non perdere questa preziosa occasione. Grazie mille per l’attenzione, spero che presto ci si possa vedere e parlare con tutti voi a Milano”.
Rimaniamo, come sempre, a disposizione.
Buon lavoro a tutte e tutti
