A cura di Sara Carrapa e Giovanni Bianco
Borse di studio per studenti e studentesse palestinesi
Vi avevamo informato, in un precedente comunicato, della partecipazione di UNIMI al bando Crui (Conferenza Rettori Università Italiane) per l’assegnazione di dieci borse di studio a studenti e studentesse palestinesi per il prossimo anno accademico.
Alla chiusura del bando, le domande sono state ben 549: il nostro Ateneo è stato quello più richiesto tra tutte le università partecipanti; sono state inoltre aggiunte 4 borse extra.*
Una goccia nel mare?
Noi crediamo si tratti di una prima azione concreta che vada nella giusta direzione; siamo intervenuti in aula per:
- sostenere pubblicamente la bontà del progetto, ringraziando la commissione per il lavoro di selezione svolto, complesso sia dal punto di vista materiale (dato l’alto numero di candidature) che emotivo;
- evidenziare che tutta la comunità della Statale debba andare fiera di essere stata la prima scelta per oltre 500 giovani palestinesi che hanno visto in UNIMI una concreta possibilità di vita futura e di realizzazione delle proprie aspirazioni di studio e carriera;
- ricordare che oggi, ai giovani palestinesi di Gaza e della Cisgiordania, sono negati i diritti più elementari a partire da quello primario alla vita, date le stragi giornaliere compiute dall’esercito israeliano e l’utilizzo criminale della fame e della sete come armi di guerra.
- sottolineare che il tema dell’internazionalizzazione, tanto caro a questa governance, dovrebbe declinarsi come opportunità di attrarre in UNIMI giovani provenienti da contesti nei quali i diritti civili, sociali ed economici sono negati: facciamo della Statale un vero laboratorio di pace.
- invitare la governance a proseguire su questa strada e supportarla nel lavoro che sta compiendo nel tentativo di reperire ulteriori finanziamenti da fondazioni ed altri enti. Sarà altresì essenziale prevedere collaborazioni e gemellaggi con le università palestinesi.
Continueremo a seguire il progetto e vi terremo aggiornati sugli sviluppi, augurandoci che le autorità israeliane permettano ai giovani palestinesi di raggiungere l’Italia.
Ricordiamo, infine, che oltre ai Palestinesi sono presenti tantissimi studenti provenienti da Paesi in conflitto: tra tutti, citiamo la comunità iraniana che conta circa 700 iscritti in Unimi.
Come potrete immaginare numerosi sono stati gli attacchi per questa scelta, da parte di chi odia la Palestina o è indifferente alla tragedia umanitaria in corso e tantissimi sono gli ostacoli burocratici che stiamo affrontando per realizzare l’arrivo degli studenti in Italia. Pertanto, siamo particolarmente riconoscenti per il coraggio dimostrato dalla Rettrice e l’impegno profuso da tutte le colleghi e i colleghi coinvolti in questo importante e faticoso percorso.
*Recentissimamente risulta aggiunta un’ulteriore borsa che porta il totale a 15.
Bilancio di genere
Si tratti di uno strumento importante che permette di monitorare e valutare se, nel corso degli anni, si siano registrati miglioramenti concreti sul tema del gender gap.
La fotografia scattata per il 2024 è incoraggiante: la presenza femminile in Unimi è maggioritaria tra la componente studentesca; le donne, inoltre, si laureano prima e con votazioni migliori.
Le docenti ordinarie sono aumentate fino a raggiungere circa il 30%, in linea con le statistiche europee mentre le associate sono sostanzialmente la metà.

E per quanto riguarda il PTAB?
La componente femminile è nettamente maggioritaria in Ateneo, con punte del 78% nell’area amministrativa.
I dati relativi al part time (tabella qui a fianco) mostrano chiaramente come ancora oggi siano le donne, per la gran parte, a dover sacrificare la sfera lavorativa per altre esigenze familiari.
L’utilizzo del part time orizzonte è superiore di oltre 20 volte per la componente femminile rispetto a quella maschile.
Semestre filtro di Medicina
Vi abbiamo aggiornato nei precedenti resoconti su questa nuova modalità scelta dal Ministero per poter accedere ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria, Medicina veterinaria.
Le Università dovranno erogare a tutti gli iscritti al “semestre filtro” le lezioni su tre materie che saranno oggetto di altrettanti esami a fine 2025: in base ai risultati di questi esami, verrà redatta una graduatoria nazionale che permetterà di accedere ai corsi di studio.
Per tutti i dettagli sul Semestre filtro, invitiamo a leggere la documentazione nella pagina Unimi dedicata.
Per oltre un’ora il Senato ha esaminato due possibili modalità di erogazione delle lezioni: 1. totalmente online in modalità asincrona; 2. in modalità mista per il mese di settembre (con la possibilità di assistere in presenza o da remoto) e online per i rimanenti mesi.
Abbiamo votato convintamente, insieme alla stragrande maggioranza dei senatori, per questa ultima opzione; nel nostro intervento abbiamo supportato la visione dei docenti che svolgeranno le lezioni e che ritengono essenziale la componente relazionale per svolgere al meglio il proprio lavoro.
Gli studenti hanno inoltre diritto a poter frequentare l’università conoscendosi e sviluppando un senso di appartenenza all’Ateneo. La frequenza fisica non sarà comunque obbligatoria, permettendo la partecipazione anche a chi, abitando lontano, non potrà permettersi i costi proibitivi della vita di Milano.
Abbiamo ricordato come questa riforma impatterà pesantemente sul lavoro quotidiano del Ptab (Segreterie studenti e didattiche, Ctu, Cosp, Caslod solo per citarne alcuni); sarà necessario prevedere una pianificazione aggiuntiva dell’organico dal momento che l’Ateneo dovrà accogliere migliaia di studenti in più, in un walzer di iscrizioni e immatricolazioni che dureranno fino a gennaio del nuovo anno.
Riteniamo che si tratti di una riforma classista, sbagliata nel merito e nel metodo, che contribuirà ad aumentare le difficoltà di accesso a questi corsi di laurea, soprattutto per gli studenti provenienti da contesti socioeconomici disagiati.
Nulla osta agli insegnamenti in altri Atenei
È entrato in vigore, da poche settimane, il nuovo regolamento che disciplina le modalità con le quali i docenti Unimi possono insegnare in altri Atenei.
Tra le novità, il fatto che in Lombardia sia possibile prestare il proprio operato solo presso Atenei che, a loro volta, forniscono docenti ad Unimi.
Deve cioè esserci reciprocità per impedire che la nostra università statale possa diventare una “stampella” per sorreggere corsi di studio concorrenti, attivi presso università spesso private.
Appoggiamo la Rettrice che ha proposto questo regolamento e ci siamo stupiti nello scoprire che ancora oggi molti docenti svolgono gli incarichi presso altre università chiedendo solo ex post il nulla osta, quasi fosse un atto necessariamente dovuto!
Dopo questo primo periodo di transizione, riteniamo fondamentale che si rispetti integralmente il nuovo regolamento. Abbiamo ricordato all’aula come per il Ptab, nonostante gli stipendi nettamente inferiori, svolgere attività ulteriori rispetto al proprio lavoro sia particolarmente complesso, con valutazioni minuziose da parte dell’amministrazione.
Anche in questo campo, chiediamo equità di trattamento tra Ptab e docenti.
Recenti fatti di cronaca
Come molti di voi sapranno, la Statale è stata oggetto di diversi articoli giornalistici e, da ultimo, di una interrogazione parlamentare a firma Fratelli di Italia, per aver annullato alcuni esami universitari svolti da una studentessa israeliana di Medicina (corso in inglese).
Tali esami, ha riferito la Rettrice, sono risultati non validi poiché, da un routinario controllo pre laurea, è emerso che siano stati svolti da remoto mentre la studentessa si trovava in Israele, richiamata come riservista.
Ricordiamo che non è possibile svolgere esami da remoto ed eventuali deroghe avrebbero dovute necessariamente essere approvate dal Senato accademico all’oscuro, invece, della vicenda.
Parte della componente studentesca in Senato ha sollevato la questione distribuendo una lettera aperta ai senatori e alle senatrici: hanno posto l’attenzione sulla necessità di fare la massima chiarezza su questi avvenimenti e su quanto deliberato dal Collegio didattico del corso, in palese contrasto con la normativa vigente in Ateneo.
La Rettrice ha accolto favorevolmente la proposta di istituire una commissione per fare luce sulla vicenda.
Come senatori eletti con il supporto della FLC-CGIL abbiamo ribadito la necessità che sia sempre garantita la massima uguaglianza nelle possibilità offerte agli studenti e alle studentesse: siamo un ateneo multietnico e ogni studente, a prescindere dalla propria terra di origine, ha diritto ad uguale trattamento.
Parteciperemo alla commissione con un nostro rappresentante e vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
Vi ringraziamo per l’attenzione e rimaniamo a disposizione.
Buon lavoro e buone ferie estive a tutte e tutti.
